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La Solitudine

  La Solitudine Versi dal silenzio interiore La solitudine, un dolore silenzioso, Un abisso senza fine, un naufragio interiore. Ma forse, in questo silenzio, troverò la mia voce, E la solitudine diventerà un canto di speranza. La luna, pallida e malinconica, Guarda dall’alto la mia misera esistenza. E le lacrime si confondono con la pioggia, Nascoste, come il mio cuore, nel buio. Nel silenzio dell’anima, la solitudine si insinua, Un’ombra grigia che avvolge il cuore, Come un abbraccio freddo e implacabile. Le stelle, lontane e inaccessibili, Sembrano danzare al ritmo della mia tristezza. E il vento sussurra segreti di altre vite, Ma io resto qui, sola, con la mia pena. Elisabetta Sanguedolce

Chi è Ely?

Nome: Ely  

Luogo: Vive in un piccolo paese tra mare e colline, dove il tempo sembra rallentare. 

Carattere: Ely è introspettiva, sensibile, ma con una forza silenziosa che la guida. 

Ama camminare nella natura, osservare i dettagli che sfuggono agli altri, 

e scrivere pensieri che non sempre ha il coraggio di condividere. 

Passioni:

Dipingere con colori che raccontano emozioni

Cucinare piatti che parlano di casa e di ricordi

Dedicarsi al fai da te e agli hobby manuali, trasformando oggetti semplici in piccole magie

Sperimentare cose nuove, anche solo per il gusto di mettersi alla prova.

Leggere libri che le aprono mondi interiori.

Curare il giardino come fosse un’estensione del suo cuore.

Ferite: Ha perso qualcuno che amava profondamente, 

e da allora cerca di ricucire il mondo con gesti piccoli e gentili. 

Sogni: Vorrebbe partire, ma anche restare. 

Vorrebbe essere letta, ma teme di essere capita troppo o fraintesa. 

Frase chiave: “Preferirei essere capita e non ferita.”


Il sole filtra tra le foglie, disegnando macchie dorate sul prato.
 
Ely è seduta su una sedia a sdraio in legno, leggermente reclinata, 

con le gambe raccolte e le braccia abbandonate lungo i braccioli. 

Indossa una cuffia grande, morbida, che le avvolge le orecchie come un abbraccio discreto. 

Gli occhi sono chiusi, il volto rilassato, e sulle labbra si disegna appena un sorriso 
 
quello che nasce quando la musica tocca qualcosa di profondo.

Intorno a lei, il giardino respira: il profumo del rosmarino, il fruscio delle foglie, 

il canto lontano di un merlo. 

Accanto alla sedia, un piccolo tavolino con una tazza di tè tiepido e un libro aperto, 

dimenticato a metà pagina. 

Ely non ha bisogno di parole in quel momento. 

Sta ascoltando una canzone che conosce da sempre, 

una di quelle che sembrano scritte per lei.

Nel silenzio del mondo, Ely si ritrova. 

Non pensa, non cerca. È lì, semplicemente. 

E in quel momento, nessuno la ferisce. 

Nessuno la interrompe. 

È capita dalla musica, dalla luce, da sé stessa.

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